Concerto in chiesa a Locorotondo – Concerto a Locorotondo, 19/12/2024 – Locorotondo (BA)

Dal Settecento a oggi

La storia della banda, capitolo per capitolo

Un racconto ragionato, con le fonti

Questa pagina racconta la storia della banda di Martina Franca dal Settecento a oggi. Non è un elenco di date (quello è nella cronologia) ma un racconto ragionato, costruito su libri, giornali, atti del Comune, locandine, fotografie, partiture e lettere conservati nell’archivio storico dell’associazione.

Abbiamo tenuto distinto ciò che un documento dice da ciò che l’associazione ha sempre dichiarato o che si tramanda a voce, e lo scriviamo di volta in volta. È un lavoro aperto: chi ha documenti, fotografie o ricordi può scriverci.

Cronologia e maestri

Settecento e primi dell’Ottocento

La musica prima della banda

Prima di parlare di banda bisogna parlare di musica. Il censimento delle musiche di autori martinesi curato nel 1987 da Maria Grazia Melucci per il Centro regionale di servizi educativi e culturali della Regione Puglia («Compositori della Nostra Terra») riunisce testimonianze che «risalgono ai primi del Settecento». È una tradizione colta, fatta di cappelle musicali, organisti, cantori e compositori che scrivono per le chiese e per le feste: il compositore Michele Perla, nato a Martina nel 1734 e formatosi al conservatorio napoletano di Santa Maria di Loreto, e Giuseppe Aprile, cantore e compositore (le fonti danno la nascita al 1735 o al 1732 e la morte al 1813).

È in questo ambiente che la città impara a organizzare la musica come fatto pubblico. Un ricordo giornalistico del 2011 racconta che nel 1799 Aprile musicò l’inno repubblicano «eseguito in ogni dove dalla banda musicale cittadina»; la fonte è un articolo recente e non un documento dell’epoca, per cui lo teniamo come tradizione ben radicata, non come prova di una banda stabile alla fine del Settecento.

Intorno al 1838 un sonetto acrostico di un ammiratore ignoto loda l’arte di don Giulio Recupero, suonatore di mandolino e copista dei manoscritti di Perla. Recupero fu anche copista e «diligente raccoglitore di spartiti»: un promemoria del fatto che l’archivio di una banda è sempre anche l’archivio di una città.

L’associazione dichiara, nei suoi testi ufficiali, che le origini di «un gruppo bandistico» risalirebbero «agli inizi del XVI secolo», quando nacque Giuseppe Aprile. Raccontiamo però soltanto ciò che i documenti mostrano: i documenti sulla banda cittadina cominciano nell’Ottocento.

Fonti di questo capitolo
  • M. G. Melucci (a cura di), «Compositori della Nostra Terra», CRSEC n. 51, Regione Puglia, Taranto 1987
  • A. Marinò, «Repertorio bio-bibliografico degli scrittori artisti e scienziati martinesi», 1970
  • Puglia Press, 18 marzo 2011
  • Cenni storici dell’associazione (2015, 2022)

Ottocento

Le bande delle feste

Nell’Ottocento la banda è soprattutto un’istituzione della festa. Le bande pugliesi sono formate in buona parte da musicanti di estrazione popolare, spesso suonatori «di formazione familiare», e il maestro è la figura che le fa dialogare con il mondo colto dell’orchestra: dirige, trascrive per banda le pagine dell’opera lirica, scrive marce. Melucci cita in proposito Alessandro Vessella, secondo cui la banda è «il mezzo diretto e immediato per l’educazione musicale del popolo».

Le prime tracce certe di una banda di Martina Franca sono giornalistiche. La «Rassegna pugliese di scienze, lettere ed arti» racconta che alle feste di San Nicola a Trani del 1887 contribuì alla riuscita «la scelta delle bande musicali di Martina Franca e Sansevero». La lode è tutta per quella di Sansevero, modello di una banda ormai vicina all’orchestra, ma per Martina il dato resta: era tra le bande chiamate per le grandi feste della regione.

L’anno dopo, nel maggio 1888, il «Corriere delle Puglie» di Bari pubblica una piccola polemica sulle feste di San Nicola. Era circolata la notizia che alla banda di Martina fosse stato dato un premio: la commissione la smentisce e precisa che le tre bande di Mottola, Monopoli e Martina Franca ebbero un compenso uguale, 570 lire ciascuna. Il documento è firmato dal maestro Biagio Abbate, direttore della banda martinese, e pochi giorni dopo una sua lettera respinge l’accusa di aver parlato male delle altre bande. Il giornale conclude che la banda di Martina ha meritato a Bari «la generale approvazione» al pari delle altre. Di Abbate l’archivio dell’associazione conserva anche uno spartito a stampa, «Mignon» (1889).

Intanto in città lavora Palmerino Motolese, detto «Don Palmuccio»: dal 1865 al 1875 maestro di cappella e organista al Carmine, ricordato anche come maestro di banda. Un aneddoto raccontato nel 1979 da Pasquale Brescia dice che alla morte di Verdi, il 31 gennaio 1901, fece uscire la banda cittadina per le vie con le marce funebri, sostando in piazza Plebiscito.

Il punto fermo documentato, per la banda cittadina, è il 1887.

Fonti di questo capitolo
  • «Rassegna pugliese di scienze, lettere ed arti», 1887, p. 242 (archivio dell’associazione)
  • «Corriere delle Puglie», nn. 131 e 134, 13 e 16 maggio 1888
  • Archivio storico della Banda: spartito «Mignon» di B. Abbate, 1889
  • Melucci 1987, scheda Motolese; articolo di P. Brescia su «Città e Campagna», 1979

1900–1918

Crumiri e Pipistrelli

All’inizio del Novecento Martina Franca ha due bande, e le divide la politica. Da una parte i «Crumiri», diretti da Salvatore Micoli (Martina 1873 – Venezia 1949), trascrittore per grande banda di Wagner, Verdi, Ponchielli, Puccini e Mascagni; dall’altra i «Pipistrelli», diretti da Pietro Biancofiore. È uno dei fili più chiari della storia: la banda, qui, non è un fatto neutro, ma uno strumento di appartenenza.

Biancofiore, clarinettista, era nato a Rutigliano nel 1885 da una famiglia di musicanti arrivata a Martina prima del 1900. Studiò a Cava dei Tirreni con Alfredo Macchitella e nel 1909 ottenne un attestato di merito come primo clarinetto solista. A Martina gli fu affidato il «Gran Concerto Artistico Musicale», subentrando a un direttore detto «Gisso», da cui il soprannome «Maestro Gisso».

Un documento di quegli anni ci mostra come si viveva la festa. Il «Corriere delle Puglie» del 15 luglio 1912 racconta le feste patronali dei Santi Martino e Comasia: nelle chiese le funzioni ebbero «musica a grande orchestra» diretta da Palmerino Motolese, con il violoncellista Michele Canò (Michele Cane) e il tenore Francesco Maffei (Maffei); in piazza suonarono cinque bande, «le due cittadine» e quelle di Taranto, Specchia e Squinzano, e il giornale elogia un maestro «M. Gissi» che «in pochi mesi» aveva formato un corpo musicale da gareggiare con i migliori della provincia. Per la festa, quell’anno, la città aveva persino illuminato lo Stradone a luce elettrica.

Nel frattempo si formano i musicisti che segneranno i decenni successivi. Martino Bello, nato nel 1899, esordisce come oboista nella banda di Micoli, che è anche il suo insegnante; Michele Cane, cieco dalla nascita, diventa organista a San Domenico e fa eseguire Mozart e Bach a piccole orchestre. Nel 1913 muore Motolese; nel 1910 aveva fatto eseguire «La Passione», concerto funebre per banda e voci maschili.

Fonti di questo capitolo
  • Melucci 1987, schede Micoli, Biancofiore, Motolese, Bello, Cane
  • «Corriere delle Puglie», 15 luglio 1912, «Le feste patronali a Martina»
  • Santoro, «Gioconda De Vito», 1998

1919–1940

Dalle piazze ai concorsi

Tra le due guerre le bande diventano più numerose, si specializzano e cominciano a gareggiare. A Martina convivono diverse esperienze. C’è il Concerto musicale cittadino di Biancofiore: una fotografia dell’aprile 1929 lo ritrae alla testa del «Concerto Musicale Municipale» di Martina Franca. C’è la piccola banda dei ragazzi della colonia degli «Orfani di Guerra», fondata da Francesco Griffi: una fotografia del 1928 lo mostra seduto al centro, circondato da una quarantina di ragazzi in uniforme con ottoni, clarinetti e tamburi (il «Repertorio» di Marinò data la banda al 1922, il libro del 1987 ne parla tra il 1928 e il 1932). Secondo Melucci, la marcia «Cecilia» di Griffi gli valse nel 1929 il gran diploma d’onore con medaglia d’oro al concorso internazionale di Cerignola e nel 1932 un secondo premio al congresso bandistico degli orfani di guerra a Roma.

Salvatore Micoli, dopo l’avvento del fascismo e la chiusura dei «Concerti» bandistici, lascia la città: nel 1929 è a Bari, dove dirige il corpo musicale di una legione della Milizia, 65 professori d’orchestra pagati dal Comune. In quegli anni a Martina nasce anche una scuola. Nel 1932 Mario Griffi, ventunenne, forma la Schola Cantorum «Santa Cecilia» intorno al nuovo organo della Collegiata di San Martino; con il fratello Francesco fonda l’istituto musicale «Sancta Cecilia» e, più tardi, dirige la banda del Villaggio del Fanciullo.

Alcune locandine conservate nell’archivio, ricevute da privati, mostrano una banda cittadina già organizzata come impresa di concerti: un «Gran Concerto Bandistico “Città di Martina Franca”», che si presenta come «il Gigante delle Puglie», con sessanta esecutori scelti per esame e premi nei concorsi bandistici di Roma del 1935 e del 1936 (nel 1935 con il maestro direttore Angelo Luiso e il vice maestro Luigi Lanucara). Sono carte pubblicitarie, non atti: le citiamo come testimonianza di come la banda si presentava al pubblico, e non come prova dei premi, che andrebbero verificati sui documenti dei concorsi.

Altrove si affermano i maestri martinesi. Martino Bello, dopo gli studi al conservatorio di Napoli, dirige bande a Crispiano, Ravello, Guardavalle e Valledolmo, vincendo nel 1937 a Palermo un secondo premio con la marcia «Impero Italico»; Francesco Maffei, organista, dirige bande dei dintorni (Cisternino, Fasano, Lizzano, Maida) e nello stesso 1937 ottiene un diploma al merito con una marcia funebre, «Fiori e Lacrime».

Gli «Orfani di Guerra» nel 1928; al centro, seduto, il maestro Francesco Griffi (fotografia colorata digitalmente).
Gli «Orfani di Guerra» nel 1928; al centro, seduto, il maestro Francesco Griffi (fotografia colorata digitalmente). Foto: Eugenio Messia · Fototeca di Benvenuto Messia
Aprile 1929: il «Concerto Musicale Municipale» diretto dal maestro Pietro Biancofiore (immagine restaurata).
Aprile 1929: il «Concerto Musicale Municipale» diretto dal maestro Pietro Biancofiore (immagine restaurata). Foto: Archivio storico della Banda
Fonti di questo capitolo
  • Melucci 1987, schede Griffi, Micoli, Maffei, Bello
  • Marinò 1970 (scheda Griffi)
  • Santoro 1998
  • Fotografie del 1928 e del 1929 (archivio dell’associazione)
  • Locandine del «Gran Concerto Bandistico “Città di Martina Franca”» (collezioni private, archivio dell’associazione)

1940–1955

La guerra e la ricostruzione

Della guerra restano pochi documenti. Nell’archivio c’è una fotografia che il nome del file data all’ottobre 1943, senza testi che ne spieghino il contesto. Le locandine donate da un collezionista martinese, relative agli anni 1936–1946, presentano un «Gran Concerto Bandistico “Città di Martina Franca”» con «maestro direttore e concertatore» Costante Mariconda, una stagione artistica 1946 e come referente il Comitato «Pro Banda» di Martina Franca. È una delle prime comparse del comitato come soggetto promotore, una forma che durerà decenni.

La tabella dei maestri e dei solisti delle bande pugliesi pubblicata nel libro «Capire la banda» (1989) conferma Mariconda a Martina dal 1945, aggiungendo che i dati si basano soprattutto sulla tradizione orale. Dalle locandine si intuisce un’organizzazione da impresa di concerti: un comitato come referente, un maestro direttore e concertatore, un numero fisso di esecutori scelti per esame e un listino per le feste.

Il 25 luglio 1955 a Roma si costituisce l’ANBIMA, l’Associazione nazionale delle bande italiane musicali autonome. Il primo presidente è l’on. Gabriele Semeraro, di Castellaneta, deputato per la circoscrizione di cui fa parte anche Martina Franca. Il legame della banda martinese con l’ANBIMA «dal 1955» è dichiarato dall’associazione e ripetuto da Vito Manzari in un articolo sulla rivista dell’ANBIMA del 2022 («Unità di base ANBIMA sin dal 1955»), mentre la prima menzione sulla stampa del nome «concerto Anbima di Martina Franca» è un articolo del 1970. Il Comitato Pro Banda, che l’associazione fa risalire «al 1955 circa», è comunque la forma in cui la banda attraversa il dopoguerra.

In quegli anni si fa strada l’idea che una banda debba anche formare. Nel 1957, sollecitato proprio da Semeraro, Mario Griffi apre al Villaggio del Fanciullo, presso i Padri Somaschi, un corso per strumentisti.

Fonti di questo capitolo
  • Locandine «Gran Concerto Bandistico “Città di Martina Franca”» (donazione Silvio Laddomada)
  • Boscia e Mariella, «Capire la banda», 1989 (tabella di Martina Franca)
  • Melucci 1987 (scheda Mario Griffi)
  • Statuto ANBIMA; «Risveglio Musicale» 2022/2
  • Cenni storici dell’associazione

1955–1970

I maestri di passaggio e la banda del Comitato

Sono gli anni in cui la banda cittadina è più mobile e più ambiziosa. Nell’inverno 1955 un giovanissimo Giuseppe Patanè, figlio d’arte e poi direttore d’orchestra di fama internazionale, viene ingaggiato per il «Gran Concerto Bandistico città di Martina Franca» e porta con sé come solista e vice maestro il flicornista Nino Ippolito. La banda gira in camion per i servizi di piazza in Campania e Molise con un repertorio d’opera, da «Traviata» a «Cavalleria rusticana». Nel 1958 Patanè se ne va, e con lui Ippolito.

Dal 1959 la direzione artistica passa a Nicola Dompietro (nato nel 1927): ragazzo, aveva ammirato il flicornista martinese Vito Lo Re, aveva studiato con Biancofiore e con i fratelli Griffi e aveva suonato nelle bande «da giro», quelle che d’estate andavano di festa in festa. Riprese le due bande allora presenti in città, una stabile e una «da giro», le unì e iscrisse il complesso all’ANBIMA. Una fotografia del 1956 mostra una banda di circa settanta elementi in divisa scura davanti a un monumento: nessuna didascalia, ma è l’immagine della banda di quegli anni.

Il 1961 è l’anno più raccontato. Il clarinettista Nazzareno Allevi, primo clarinetto a ventitré anni, ricorda in una lettera del 2022 la stagione della «prestigiosa banda musicale di Martina Franca» diretta da Nicola Centofanti: ventuno giorni di prove, mattina e pomeriggio, per un programma sinfonico e lirico (Respighi, Čajkovskij, Liszt, Mussorgskij, Verdi, Puccini) e poi concerti quasi ogni giorno, da aprile a ottobre, in pullman, dall’Abruzzo alla Sicilia. Centofanti, ricorda Allevi, anticipava la banda di Lecce del maestro D’Ascoli nella scelta del programma serale delle feste patronali. Una fotografia del 1962, con la didascalia «Maestro Nicola Centofanti», ritrae la banda sul palco di una piazza.

In quegli anni la politica nazionale si accorge delle bande. Semeraro è il primo firmatario di una proposta di legge «Provvidenze a favore dei complessi bandistici» (1963) che, nel 1967, confluisce nella legge 800: l’articolo 40 prevede contributi per i complessi bandistici «promossi da enti locali, istituzioni e comitati cittadini». Il Comune di Martina Franca richiamerà proprio quell’articolo nel 1987. Del 1967 resta anche una fotografia intitolata «Concerto musicale ANBIMA e Civica di Martina Franca», dove «Civica» non è spiegata; nel 1969 una fotografia a colori mostra circa cinquanta musicisti in giubba granata con la scritta MUNDIAL sulle campane dei sousaphone.

La banda in posa davanti a un monumento cittadino, 1956.
La banda in posa davanti a un monumento cittadino, 1956. Foto: Archivio storico della Banda
La banda in marcia tra la folla nel 1961, ai tempi del maestro Centofanti.
La banda in marcia tra la folla nel 1961, ai tempi del maestro Centofanti. Foto: Foto Franco Messia · Archivio storico della Banda
Sul palco di una piazza, 1962: la banda di Martina Franca diretta dal maestro Nicola Centofanti (fotografia colorata digitalmente).
Sul palco di una piazza, 1962: la banda di Martina Franca diretta dal maestro Nicola Centofanti (fotografia colorata digitalmente). Foto: Archivio storico della Banda
La banda «Mundial» in giubba granata, 1969.
La banda «Mundial» in giubba granata, 1969. Foto: Archivio storico della Banda
Fonti di questo capitolo
  • I. Passante, «Nino Ippolito, una vita che scorre sui binari del pentagramma», 1993
  • Lettera di Nazzareno Allevi, 16 luglio 2022
  • Boscia e Mariella 1989
  • Camera dei deputati, atti parlamentari di G. Semeraro; Bollettino della Camera, 26 luglio 1967
  • Progetto artistico dell’associazione (storia della banda)
  • Fotografie del 1956, 1961, 1962, 1967, 1969 (archivio dell’associazione)

1970–1987

Dompietro, le sponsorizzazioni e il comitato

La «Gazzetta del Mezzogiorno» del 24 settembre 1970, raccontando la processione dei Santi Medici a Taranto, scrive che suona «il concerto Anbima di Martina Franca». È la prima volta, fra le carte che abbiamo, che la banda cittadina compare in un giornale con il nome dell’ANBIMA. Una locandina del 1971 mostra una «Grande Banda Musicale “Città di Martina Franca” – Confezioni Mondial», con un maestro concertatore (Alberto Di Miniello) e un agente di Conversano: il nome «Mondial» sembra quello di uno sponsor, un’azienda di confezioni di Martina, e può spiegare le campane del 1969.

Del 1972 resta una registrazione sonora: la banda diretta da Antonio Reino incide a Conversano il «Giuramento» dall’opera di Mercadante, con cinque solisti, in una registrazione di circa 28 minuti che si può ascoltare nella cronologia. Dompietro, nel frattempo, continua a guidare il nucleo stabile: le fotografie datate tra il 1979 e il 1985 sono tra le più numerose dell’archivio. Del 1960 ci resta una sua marcia sinfonica manoscritta intitolata «Martina».

Il 13 ottobre 1985 la banda ANBIMA di Martina Franca è tra gli oltre sessanta complessi di nove regioni riuniti a Bari per «Musica e Fiori», nell’anno europeo della musica: lo racconta la «Gazzetta del Mezzogiorno» con il titolo «Le bande conquistano Bari».

Nel 1987 il sindaco Michele Conserva firma una dichiarazione che serve all’associazione per chiedere un contributo al Ministero del Turismo e dello Spettacolo ai sensi dell’articolo 40 della legge 800 del 1967. Il documento è prezioso perché fotografa la banda così com’è: «l’unico complesso bandistico esistente in questo Comune» è la «Banda ANBIMA – Città di Martina Franca», promossa da un Comitato cittadino «da oltre venti anni» e senza scopo di lucro. L’istanza, firmata dal rappresentante legale Giovanni Caramia, indica come direttore il maestro Martino Passiatore e le spese di funzionamento: affitto e pulizia della sala concerto, divise, partiture, compenso del maestro, trasporti.

Lo stesso anno esce «Compositori della Nostra Terra» di Maria Grazia Melucci, il primo censimento delle musiche di autori martinesi. Per la banda è il primo libro che mette in fila i suoi musicisti, ed è ancora oggi la fonte principale per le biografie di Motolese, Micoli, Biancofiore, Maffei, dei fratelli Griffi e di Bello.

Fonti di questo capitolo
  • «La Gazzetta del Mezzogiorno», 24 settembre 1970 e 13 ottobre 1985
  • Locandina 1971 (archivio dell’associazione)
  • Registrazione del «Giuramento», 1972
  • Dichiarazione del sindaco e istanza al Ministero, 28 dicembre 1987
  • Melucci 1987

1987–2004

Liuzzi e l’associazione «Vito Lo Re»

Dal 1987, per i cenni storici dell’associazione, la direzione artistica è di Vito Liuzzi. Il 12 aprile 1992 la «Gazzetta del Mezzogiorno» annuncia che la sera stessa, alla chiesa della Sacra Famiglia (invece che alla Società Operaia, come di tradizione), la «banda martinese Anbima, diretta dal maestro Vito Liuzzi» eseguirà cinque brani sacri di Rizzola, Buzzacchino e Cacace.

Nel 1994 nasce l’Associazione culturale musicale «Vito Lo Re», che gestirà la banda fino al 2004: ha un regolamento interno (1999), un libro soci e un consiglio con segretario, tesoriere e consiglieri. Il nome richiama quello di Vito Lo Re, il flicornista che, secondo un articolo del 2017, aveva cominciato a suonare a Martina e fu poi prima cornetta della banda di Chieti. Per i cenni dell’associazione è la fine della «Banda ANBIMA Martina Franca» (1955–1993) e l’inizio di un nuovo capitolo.

Fonti di questo capitolo
  • Cenni storici dell’associazione
  • «La Gazzetta del Mezzogiorno», 12 aprile 1992
  • Regolamento interno e libro soci dell’Associazione «Vito Lo Re» (1994–2004)
  • F. Presicci, «Vito Lo Re, il principe del flicornino», «Minerva News», 25 ottobre 2017

2005–2016

Nasce Armonie d’Itria

Il 3 gennaio 2005 si costituisce l’associazione «Armonie d’Itria», che raccoglie «sulle ceneri» della «Vito Lo Re» la tradizione bandistica della città. La guida musicale è Donato Zigrino, diplomato in oboe: rinnova il repertorio, accosta brani moderni a musiche tradizionali di terra ionica e porta in piazza concerti e servizi religiosi. I giornali locali li raccontano: nel 2008 il concerto nella chiesa del Carmine per i riti della Settimana Santa; nel 2009 l’ensemble di fiati di sedici musicisti e il concerto per San Pio in piazza Umberto I con il coro giovanile «Sweet Sound»; nel 2010 i Ceri, le processioni, la pettolata di Santa Cecilia che parte dal Palazzo Ducale.

Il 10 luglio 2010 la banda e la Società Artigiana di Mutuo Soccorso organizzano in piazza Immacolata il concerto per i settecento anni del Casale della Franca Martina, con poesie e canzoni in dialetto. Nel 2011 la banda è alle processioni di Cristo Spirante e di San Domenico, al fianco di altre bande come quella di Ceglie Messapica, e il 9 settembre celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia con l’inno eseguito in piazza Plebiscito. Nello stesso anno Vito Manzari diventa presidente dell’associazione.

Sono anche gli anni in cui l’associazione si allarga. Dal 2009 nasce il gruppo majorettes «Ad’I Girls» e, con esso, il «Complesso Bandistico e Majorettes Città di Martina Franca»: è la ragione per cui nei documenti ufficiali dell’epoca compare quest’espressione. Armonie d’Itria è iscritta all’ANBIMA (le carte del tesseramento sono conservate dal 2011) e Manzari diventa vice presidente regionale ANBIMA Puglia dal 2016; nel 2016 la città ospita il seminario interregionale per majorettes e trainer ANBIMA-MWF, il primo nel Sud Italia.

Nel 2014 un’intesa tra l’associazione, l’assessore e la preside della scuola «Chiarelli» assegna alla banda un’aula-archivio nell’ex scuola Battaglini, per custodire gli spartiti secolari, i documenti e le fotografie «delle bande di Martina degli ultimi 150 anni», e un progetto di scuola di musica «per la legalità» con il metodo Abreu. Nel 2016, in una lettera al sindaco, l’associazione propone una convenzione per i servizi civili, ricordando di aver partecipato in media a 22 eventi l’anno nell’ultimo triennio.

Fonti di questo capitolo
  • Cenni storici dell’associazione (2015, 2022)
  • Giornali locali 2008–2011: «La Gazzetta del Mezzogiorno», «ViviMartina», «Barocco Pugliese», «Il Tacco di Bacco», «Lo Stradone»
  • «Quotidiano di Puglia», 3 giugno 2014
  • Lettera al sindaco, 23 febbraio 2016 (archivio dell’associazione)
  • Tesseramento ANBIMA 2011–2025; «Risveglio Musicale» 2016–2018

2017–2021

La banda e il suo archivio

Dal 2017 la direzione passa a Vito Manzari, clarinettista e presidente dell’associazione, che amplia il repertorio con musica pop e rock e sperimenta nuove formazioni accanto al complesso bandistico. Il 5 gennaio 2018 dirige per la prima volta la decima «Notte di Note», il concerto di Natale, nella chiesa di San Francesco d’Assisi, con il coro della Santa Famiglia e un tenore: in programma anche, dopo ventidue anni, banda e coro insieme su brani verdiani.

Sono anni di impegno civile e di conflitti. Nel marzo 2018 la confraternita di Sant’Antonio sceglie per i Misteri del Venerdì Santo una banda di Ceglie Messapica anziché quella cittadina, e Manzari protesta: i giovani musicisti martinesi, dice, non ottengono la fiducia delle confraternite, pur avendo offerto gratis un concerto al Santuario di Cristo Spirante. Un’ordinanza del 2013 aveva vietato i cortei funebri accompagnati dalla banda, e il presidente preparò una replica sul costo del servizio.

Intanto l’associazione trova casa. Nel 2018 la sala musica, con uniformi, strumenti e archivio storico, è al Villaggio di Sant’Agostino, in un ex convento, concessa gratuitamente: nell’archivio ci sono i manoscritti di Biancofiore tra fine Ottocento e primo Novecento. Intanto prosegue il lavoro di ricerca sull’archivio: richieste alla Biblioteca nazionale di Firenze per lo spartito dei «Canti natalizi» di Francesco Griffi (1956), l’acquisto di uno spartito di Biagio Abbate del 1889, le autorizzazioni per scansionare gli spartiti di Bello, la ricostruzione delle biografie. Nel 2020 la pandemia cancella eventi in tutta Italia e l’ANBIMA predispone i rimborsi per quelli annullati.

Fonti di questo capitolo
  • Cenni storici 2022
  • Giornale locale, dicembre 2017 (Notte di Note) e 31 marzo 2018
  • Comunicazione al Comune, 8 aprile 2018
  • Corrispondenza con la Biblioteca nazionale centrale di Firenze, 2018
  • Comunicazioni ANBIMA, marzo 2020
  • «Risveglio Musicale» 2018/3

2022–2024

Caterina Santoro e il riconoscimento del Comune

Dal 2022 la direzione artistica è di Caterina Santoro, clarinettista, diplomata in strumentazione per banda e in direzione d’orchestra. È un anno di scoperte. A gennaio un articolo del «Quotidiano di Puglia» e un altro di «Valle d’Itria News» raccontano l’appello di Vito Manzari per una «banca della memoria sulle bande musicali locali»: un archivio collettivo e digitale in cui raccogliere spartiti e fotografie da digitalizzare, restaurare, restituire ai proprietari e rendere pubblici. A luglio il clarinettista Nazzareno Allevi scrive la lettera in cui ricorda la stagione 1961. A inizio agosto la banda esegue brani di autori martinesi e partiture inedite di Martino Bello e Mario Griffi, trovate e trascritte da Manzari, come racconta «Il Risveglio Musicale» dell’ANBIMA. Il testo di Manzari su Emanuele Urso, dalla banda martinese all’Orchestra del Teatro alla Scala, esce sulla stessa rivista.

Nel 2022 l’associazione approva uno statuto da associazione di promozione sociale. Il 4 aprile 2023 la banda dirige nella parrocchia di Cristo Re il «Concerto della Passione» con marce funebri di Bastia, Palmisano, Lacerenza, Centofanti e Rizzola.

Il 4 febbraio 2023 il presidente Manzari e la direttrice Santoro scrivono al sindaco per chiedere la denominazione «Città di Martina Franca» per la banda dell’associazione: era già stata chiesta nel 2011. A settembre una seconda lettera allega un documento del 1987. Il 2 novembre 2023 la Giunta approva con la delibera 537 le linee di indirizzo per la costituzione della «Banda Musicale Città di Martina Franca»; seguono la determina 3527 e l’avviso pubblico 117/2023, con scadenza il 10 dicembre, e requisiti precisi (almeno diciotto iscritti, il 40% residenti, il 70% fiati e percussioni). L’11 dicembre arriva l’unica istanza, quella di Armonie d’Itria; la commissione tecnica si riunisce a giugno 2024.

Il 20 giugno 2024 la delibera della Giunta 314 riconosce la banda di interesse comunale e concede il patrocinio alle manifestazioni in cui si esibisce con la denominazione «Banda Musicale Città di Martina Franca». Il giorno dopo, 21 giugno, nella Festa della Musica, il sindaco e l’assessore consegnano l’attestato. Il 5 luglio la banda organizza il primo raduno delle bande musicali di Martina Franca, con Castellana Grotte, Fasano e Villa Castelli, con il contributo di ANBIMA Puglia, della Regione e del Comune. Il 15 novembre l’assemblea approva un regolamento interno in sei titoli per banda, majorettes e scuola di musica.

Il 2 novembre 2023, al cimitero comunale, nella commemorazione dei defunti.
Il 2 novembre 2023, al cimitero comunale, nella commemorazione dei defunti. Foto: Foto Vito Manzari
Fonti di questo capitolo
  • «Quotidiano di Puglia» e «Valle d’Itria News», gennaio 2022
  • Lettera di Nazzareno Allevi, 16 luglio 2022
  • «Il Risveglio Musicale» 2022/2 e 2022/6
  • Lettere al Comune del 4 febbraio e del 19 settembre 2023; delibere di Giunta nn. 537/2023 e 314/2024; avviso pubblico 117/2023; determina 1994/2024
  • Verbale dell’assemblea del 15 novembre 2024

2025–2026

La banda e la sua memoria, oggi

Nel 2025 il Comune sostiene il secondo raduno bandistico (4 luglio). Nell’anno la banda partecipa a oltre cento interventi tra servizi religiosi, cerimonie civili e concerti, come mostra la relazione consuntiva inviata all’amministrazione. Il 2 giugno 2026, per la Festa della Repubblica, il Comune affida alla banda il concerto.

Il 17 giugno 2026 l’associazione presenta alla Regione Puglia la candidatura all’Inventario del patrimonio culturale immateriale, nella sezione «Bande della tradizione pugliese», dichiarando quarantuno musicisti (trentaquattro fiati e sette percussioni, ventisei under 35, sette iscritti e sedici diplomati nei conservatori pugliesi) e la direzione di Caterina Santoro. Il 27 ottobre 2026 l’atto dirigenziale n. 430 inventaria la Banda Musicale «Città di Martina Franca» tra le «Bande musicali della tradizione»: la scheda MEPI00000182 è pubblicata su CartApulia.

Il Comune, con la delibera 466 del 15 ottobre 2026, approva il programma di attività dal 4 novembre 2026 al 6 gennaio 2027 e un sostegno economico: la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, Santa Cecilia, le pastorali dell’Avvento e di Natale, la diciassettesima «Notte di Note» il 5 gennaio, il giro dell’Epifania. È la storia più recente, ed è già, a sua volta, storia che la banda sta raccogliendo.

Fonti di questo capitolo
  • Atto dirigenziale n. 430 del 27 ottobre 2026 della Regione Puglia
  • Candidatura all’Inventario, 17 giugno 2026 (Allegati 1 e 2)
  • Delibere della Giunta comunale: n. 276/2025, n. 466/2026
  • Relazione sull’attività 2025 (11 febbraio 2026)

In sintesi

I fili che attraversano la storia

Leggendo i documenti uno dopo l’altro ci sono cose che tornano, e che aiutano a capire la banda più delle singole date.

La banda e la festa
Dalle feste di San Nicola del 1887 ai Ceri, ai Santi Martino e Comasia, alla Settimana Santa: la banda è prima di tutto la musica delle feste cittadine, religiose e civili. Il suo calendario è ancora, in buona parte, quello delle feste.
Maestri della città e maestri di passaggio
Accanto ai maestri nati a Martina (Micoli, Biancofiore, Griffi, Bello) ci sono quelli chiamati per la stagione (Patanè, Centofanti, Reino).
La banda e i comitati
Dal Comitato Pro Banda del dopoguerra al comitato cittadino del 1987, la banda vive di un sostegno civile organizzato, riconosciuto dalla legge del 1967 e poi dal Comune. L’associazione di oggi ne raccoglie l’eredità.
Rivalità e nome
Dai Crumiri e Pipistrelli dell’inizio del Novecento al nome «Città di Martina Franca» riconosciuto dal Comune nel 2024: la storia della banda è anche la storia di chi può dirsi la banda della città.
La memoria scritta
Dagli spartiti manoscritti di Biancofiore ai libri di Melucci, dalla «banca della memoria» del 2022 all’Inventario regionale del 2026: gran parte di ciò che sappiamo viene dalla cura con cui qualcuno ha conservato carte, fotografie e ricordi.

Ricostruzione a cura di Armonie d’Itria APS sull’archivio storico della banda e sulle fonti citate in ogni capitolo. Chi ha documenti, fotografie o ricordi da aggiungere può scriverci. I profili dei maestri e dei protagonisti sono nella pagina Storia; i testi integrali e le fonti nella Biblioteca.