Concerto in chiesa a Locorotondo – Concerto a Locorotondo, 19/12/2024 – Locorotondo (BA)

I maestri della banda

Salvatore Micoli

direttore dei «Crumiri» · 1873–1949

Ritratto di Salvatore Micoli
Ritratto: «Compositori della Nostra Terra», 1987

Salvatore Micoli nacque a Martina Franca il 28 febbraio 1873, da Giorgio Micoli e Anna Lucia Chiarelli, e morì a Venezia il 3 marzo 1949. Visse alcuni anni a Napoli, dove, secondo la biografia di Vito Santoro, frequentò i corsi di armonia del maestro De Nardis e quelli di strumentazione per banda al conservatorio di San Pietro a Majella.

A inizio Novecento, per ragioni politiche, la città aveva due bande rivali: i «Crumiri», diretti da Micoli, e i «Pipistrelli», diretti da Pietro Biancofiore. Micoli trascrisse per grande banda pagine di Wagner («Parsifal», «Lohengrin», «Walkiria»), Verdi, Ponchielli, Puccini e Mascagni: Santoro parla di circa trentacinque opere. Dopo l’avvento del fascismo e la chiusura dei «Concerti» bandistici lasciò Martina per dirigere altre bande in Puglia e in Campania; nel 1929 è a Bari, dove dirige il Corpo musicale della 151ª Legione della Milizia, 65 professori d’orchestra finanziati dal Comune. In una tournée in Egitto la banda eseguì la sua composizione «Aurora in Oriente», oggi perduta.

Fu insegnante di molti. Impartì le prime lezioni di teoria, solfeggio e violino a Gioconda De Vito, che gli volle sempre bene («Ho sempre voluto un gran bene al mio primo insegnante di musica», scrisse nel 1982 alla figlia di lui) e lo ritrovò a Venezia dopo un concerto. Fu maestro di Martino Bello, che esordì come oboista nella sua banda, e del nipote Mario Argentieri, pianista e docente al Conservatorio di Verona. Scrisse un metodo musicale per i bambini delle scuole elementari e un trattato sull’«accompagnamento a tre parti».

Dopo il trasferimento a Venezia, dove visse gli ultimi anni, uomo di singolare rigore morale e di profonda fede religiosa, una decina delle sue trascrizioni andò distrutta dall’acqua alta (nel 1966, secondo il progetto artistico dell’associazione). Di lui resta stampato a Napoli il «Salve Maria» per soprano o tenore e pianoforte; negli anni Quaranta fu eseguito a Martina dal tenore Dino Tagliente, diretto da Mario Griffi. Lo storico Michele Pizzigallo ha scritto che Micoli fu, «nella crescita culturale di Martina, il primo interprete dell’educazione musicale come passione civile».

Composizioni ricordate dalle fonti

  • Aurora in Oriente (perduta)
  • Marcia per il decennale del Partito Fascista (resta il titolo)
  • Impressione araba, per pianoforte
  • Preludio per orchestra (1908, 1909)
  • Salve Maria, per canto e pianoforte
  • La moltiplicazione dei pani e dei pesci, per canto e organo (ultima composizione)

Fonti

  • «Compositori della Nostra Terra», a cura di Maria Grazia Melucci, CRSEC n. 51, Regione Puglia, Taranto 1987 (scheda dedicata e ritratto, pp. 26–28)
  • Vito Santoro, «Gioconda De Vito», giugno 1998 (scheda e lettere, pp. 57–63)
  • Progetto artistico presentato da Armonie d’Itria APS al Comune di Martina Franca

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