
I maestri della banda
Martino Bello
oboista e compositore · nato nel 1899
Martino Bello, detto «Nino», nacque a Martina Franca il 29 marzo 1899, da Angela Muscato, «abile filatrice», e da un falegname (le fonti scrivono Egidio o Eligio). Amò la musica fin dall’infanzia: esordì come oboista nella banda di Martina diretta da Salvatore Micoli, che era anche il suo insegnante privato; studiò poi al conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dove perfezionò lo strumento e la direzione bandistica.
Da giovane maestro girò le bande del Sud: Crispiano (chiamato dal Comune, che aveva appena ottenuto l’autonomia, ad appena ventitré anni), poi Ravello, in provincia di Salerno, Guardavalle e infine Valledolmo, in provincia di Palermo, fino al 1941 o 1942. A Valledolmo, con la marcia sinfonica «Impero Italico» e la sinfonia dai «Vespri siciliani» di Verdi imposta dal bando, vinse il secondo premio e una medaglia d’argento a un concorso bandistico del Dopolavoro a Palermo (13 aprile 1937). A Ravello, secondo una tradizione che lui stesso raccontava, per accontentare dei turisti tedeschi avrebbe eseguito la marcia del «Tannhäuser» e l’intero terzo atto dell’opera.
Con l’entrata in guerra dell’Italia tornò «in modo definitivo» a Crispiano, dove aveva sposato e formato la famiglia; Alfredo Serio ricorda le lezioni di solfeggio ai ragazzi, la sera, alla luce di una lampada a petrolio. Nel dopoguerra fu responsabile dell’Ufficio di Collocamento e dirigente sindacale e di parte cattolica; fedele al suo senso morale della politica, ebbe «continue ma significative polemiche». La sua fede è nella musica: scrisse molto fra il 1942 e il 1982, e le sue composizioni «portano il segno della devozione in Dio», la preghiera, la gioia per la vita come dono. «Martinese di nascita ma crispianese di adozione», scrisse di lui l’amico Enzo Rinaldi.
Il suo catalogo, quasi tutto manoscritto, conta più di quaranta titoli di composizioni proprie (marce, scherzi, valzer, musica sacra) e una ventina di trascrizioni per banda da Verdi, Puccini, Mascagni, Rossini, Wagner, Čajkovskij. Donò nel 1976 i manoscritti alla biblioteca civica di Crispiano. Il 4 agosto 1988 il Comune di Crispiano gli dedicò un concerto con la banda di Surbo diretta da Oronzo Stella, in occasione del quale fu pubblicata la biografia qui citata. A quell’epoca aveva ottantanove anni.
Composizioni ricordate dalle fonti
- Impero Italico, marcia sinfonica op. 37 (secondo premio a Palermo, 1937)
- Alba ravellese
- Marcia ravellese op. 67 (1973)
- Crepuscolo op. 10
- Cordialmente op. 36
- Quel lungo corteo, marcia funebre op. 15
- Commento funebre op. 17 (1976)
- Nostalgia, serenata per clarinetto
- La sanguinosa scena, oratorio per banda, orchestra e voci (parole del can. Giuseppe Grassi)
- Messa solenne
Fonti
- «Una vita per la banda: Martino Bello», a cura di Maria Grazia Melucci e Alfredo Serio, Crispiano 1988
- «Compositori della Nostra Terra», a cura di Maria Grazia Melucci, CRSEC n. 51, Regione Puglia, Taranto 1987 (scheda dedicata, pp. 42–50)
- Vito Santoro, «Gioconda De Vito», giugno 1998 (p. 60)
- Cenni storici della Banda Musicale «Città di Martina Franca» (Armonie d’Itria APS, versione 2022) (lo ricordano «apprezzato compositore ed oboista nato nel 1899»)
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