
I maestri della banda
Giuseppe Patanè
Gran Concerto Bandistico · anni ’50

Giuseppe Patanè guidò negli anni Cinquanta il «Gran Concerto Bandistico città di Martina Franca». Era figlio d’arte: il padre era il direttore d’orchestra Franco Patanè e il nonno materno il maestro Raffaele Caravaglios. Nel 1951 il padre lo aveva affidato all’amico Gennaro Abbate, maestro della banda di Squinzano, come allievo e sostituto; nel 1954 compare tra i maestri di Castellana Grotte.
A Martina arrivò nell’inverno 1955, giovane maestro di venticinque anni. Portò con sé come solista e vice maestro il flicornista Nino Ippolito, che, secondo il biografo, firmò il contratto a letto con l’influenza, con il rappresentante del Concerto bandistico, per centoventimila lire al mese. Nel 1956 era alla guida della banda; la banda viaggiava in camion per i concerti di piazza in Campania e in Molise, con programmi lirici (Traviata, Rigoletto, Gioconda, Turandot, Butterfly, Cavalleria rusticana) e persino sinfonici. Nel 1958 Patanè lasciò Martina, e con lui Ippolito.
Un biografo lo descrive come «un condensato di genio e sregolatezza», dotato di «mostruosa capacità mnemonica» e di giudizi unanimi sulle capacità tecniche e artistiche. Le sue qualità lo portarono, scrivono Boscia e Mariella, a «notorietà internazionale come direttore d’orchestra».
Fonti
- Italo Passante, «Nino Ippolito, una vita che scorre sui binari del pentagramma», 1993 (pp. 37–40)
- Filippo Boscia e Pasquale Mariella, «Capire la banda», Cassa Rurale ed Artigiana di Sammichele di Bari, 1989 (cenni sulle bande di Castellana Grotte e Conversano; tabella delle bande)
- Scheda biografica di Nino Ippolito (documento dell’archivio dell’associazione)
- Ritratto: fotografia firmata «G. Patanè», di provenienza da confermare
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