
I maestri della banda
Michele Cane
organista e compositore · 1864–1949
Michele Cane, detto «Canò il cieco», nacque a Martina Franca il 1° dicembre 1864 e vi morì l’11 aprile 1949, nell’ospedaletto della Casa di Riposo. Figlio di genitori ignoti e cieco dalla nascita, fu adottato e poi affidato a un istituto per ciechi, dove imparò a suonare il violoncello e l’organo così bene da poterli insegnare.
Per interessamento del parroco don Martino Guarini divenne organista della chiesa di San Domenico, dove nel 1927 inaugurò l’organo a due tastiere; fu maestro di coro e mise insieme piccole orchestre con cui faceva eseguire Mozart, Bach e musiche sue. Non potendo scrivere le note, le dettava agli amici: in particolare a don Paolo Liuzzi, basso del Capitolo di San Martino, che trascriveva «tutte le note della melodia e dell’armonia». Il Comitato Feste Patronali non organizzava le musiche dei festeggiamenti per San Martino e Santa Comasia senza la sua approvazione.
Nel luglio 1912 il «Corriere delle Puglie» lo ricorda come «egregio violoncellista Michele Canò» nella musica a grande orchestra delle feste patronali, diretta da Motolese. Il suo repertorio, tutto manoscritto, è fatto di musica sacra: tra gli altri una «Desolata» in più parti (la settima fu trascritta da Francesco Maffei nel 1919), una ninna nanna per tenore o soprano, oboe e sassofono scritta per il Natale 1923, due «Tantum ergo» e il mottetto «Allor che ascenderai».
Composizioni ricordate dalle fonti
- La Desolata (parte settima, trascrizione di F. Maffei, 1919)
- Dormi non piangere, ninna nanna (Natale 1923)
- In povera capanna, aria per tenore
- Ninno mio, pastorale (1910)
- Tantum ergo n. 1 e n. 2
Fonti
- «Compositori della Nostra Terra», a cura di Maria Grazia Melucci, CRSEC n. 51, Regione Puglia, Taranto 1987 (scheda dedicata, pp. 22–24)
- Vito Santoro, «Gioconda De Vito», giugno 1998 (elenco dei maestri locali, p. 35)
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