Bari e Martina Franca "unite nel segno della lettura": così TRM h24 ha intitolato lo spazio di approfondimento dedicato a "La Zattera di Carta", il progetto di promozione della lettura ad alta voce realizzato da Armonie d'Itria con il sostegno del Centro per il libro e la lettura (Bando "Ad Alta Voce 2025"). In studio il presidente Vito Manzari e Maria Angela Lacalamita, esperta di letteratura per l'infanzia e ideatrice del progetto. Un'intervista di circa 26 minuti, disponibile sul canale YouTube dell'emittente, in cui i due ospiti hanno raccontato idea, metodo e prospettive del progetto.
Perché una zattera
Manzari ha spiegato l'immagine scelta: una zattera in mezzo al mare non è stabile, e proprio l'instabilità è il tema del progetto. Ci si rivolge ai preadolescenti tra i 9 e i 12 anni, e l'obiettivo è dare un aiuto a formatori, insegnanti e soprattutto genitori per affrontare insieme la socialità e lo "stare insieme" attraverso i libri. Armonie d'Itria ha "preso al volo" l'opportunità del bando del Cepell perché da anni lavora, con l'associazione, sulla formazione musicale e sulla lettura ad alta voce, riuscendo, con una battuta da informatico, ad "aerare" famiglie e ragazzi e ad avvicinarli a un mondo difficile da raggiungere in un periodo di grande distrazione.
Lacalamita ha aggiunto che la zattera è innanzitutto un esercizio teatrale, da cui è nata l'idea: un esercizio che permette di vivere meglio lo spazio in cui ci si trova, senza spazi vuoti. Il bando "Ad Alta Voce" tiene insieme letteratura e teatro, cioè la possibilità di rendere le parole voce per comunicare anche tra generazioni. E poi, ha detto, piaceva l'idea di offrire una sorta di salvagente "nelle acque agitate e mai ferme della transizione legata al crescere": per questo il lavoro si concentra sulla fascia dalla terza-quarta elementare alla secondaria di primo grado.
Prima gli adulti, poi i ragazzi: gli ambasciatori di lettura
Il percorso, ha raccontato Lacalamita, parte dalla formazione di insegnanti, educatori e genitori, con interventi di psicologi e psicologhe, esperti di formazione ed esperti di letteratura; in un secondo momento si lavora insieme ai ragazzi, lasciando loro ampio spazio di espressione attraverso libri e lettura. Alla fine del progetto ai ragazzi è affidato un compito importante: diventare ambasciatori di lettura. È importante, ha spiegato, che gli adulti non si mettano sempre al centro della scena ma lascino autonomia, perché le due voci coesistano in uno spazio comunitario: l'ambasciatore porta buoni brani di letteratura e permette ai ragazzi di osservare i coetanei in un contesto espressivo, una "contaminazione positiva".
Il valore della rete tra città, scuole e istituzioni
"La distanza non deve essere mai un problema", ha detto Manzari: da quando è presidente di Armonie d'Itria, "fare rete" è diventato il suo karma. Nessuna associazione deve portare avanti da sola un'idea: va condivisa con altre realtà della stessa città, con il vicinato e anche con altre regioni, perché più persone si coinvolgono, più sfaccettature ha il lavoro. Per lui la vittoria del progetto si è giocata proprio qui: sono stati coinvolti tutti gli istituti comprensivi di Martina Franca e un istituto comprensivo di Bari, l'Università, il Comune, le biblioteche, le librerie. "Adesso abbiamo un anno di lavoro da portare avanti", ha concluso, "e stiamo già vedendo i primi risultati positivi."
Perché leggere in un mondo digitale (Lacalamita)
Alla domanda sul perché puntare sui libri quando bambini e ragazzi usano il tablet fin da piccoli, Lacalamita ha risposto con le neuroscienze: la tecnologia evolve velocissima, ma la nostra evoluzione come lettori ha tempi completamente diversi. Affidarsi solo allo strumento digitale, "che non va demonizzato ma non va reso esclusivo", significa togliere qualità alla nostra vita e alle nostre esperienze. Ci sentiamo vivi quando passiamo attraverso l'esperienza del narrare e del narrarci, e questa esperienza deve essere anche toccata attraverso la carta e discussa a voce con i pari.
Leggere ad alta voce è come suonare uno strumento (Manzari)
Per Manzari leggere un libro ad alta voce è come suonare uno strumento: dall'altra parte c'è sempre qualcuno che ascolta. Il pensiero comune immagina la lettura come un gesto solitario, "io e il libro sotto le coperte"; la lettura ad alta voce, invece, ci fa uscire dalla stanza: ci mette in discussione davanti agli altri, in biblioteca, in classe, per strada, e ci fa pensare alla socialità. Studiando il bando ha notato un dato che all'inizio gli è sembrato strano: soltanto il 10-15% delle risorse è dedicato all'acquisto dei libri. Leggendo le regole ha capito il perché: il Cepell investe soprattutto sulla formazione, cioè su come si insegna a leggere, a confrontarsi con un libro e, attraverso il libro, con le altre persone.
Tecnologia, social e intelligenza artificiale: non subirli, capirli (Manzari)
Sul rapporto con la tecnologia Manzari ha voluto essere molto chiaro: il problema non è l'informatica, è la passività. Dietro un social o un'applicazione, ha spiegato, non c'è soltanto chi ha scritto il codice: ci sono psicologi e tantissime discipline che studiano il comportamento umano, e grazie a queste tecniche si riesce a tenere ragazzi e ragazze davanti a un cellulare, a non fare nulla, a vivere la vita da spettatori. Il libro funziona al contrario: richiede di partecipare, fa comprendere il lavoro che c'è dietro ogni pagina e rende responsabili di ciò che si fa oggi e di ciò che si farà domani.
È qui che, per lui, la scelta diventa educativa e quasi civile: "alla fine i nostri ragazzi saranno quelli che ci governeranno". Per questo non vanno protetti dalla tecnologia tenendoli lontani da informatica, social e intelligenza artificiale, ma preparati: devono imparare a capire che cosa c'è dietro questi strumenti e come usarli a proprio vantaggio, per migliorare la vita di tutti, invece di esserne usati. Le letture e le formazioni del progetto, ha concluso, servono proprio a questo: allenare uno sguardo attivo e consapevole, in famiglia, a scuola e nella comunità.
La lettura è una dimensione sociale (Lacalamita)
Per Lacalamita c'è quasi uno scambio di ruoli: i social, usati male, tendono a isolare, mentre la lettura, che si pensa solitaria, è una dimensione fortemente sociale, che permette di sviluppare spirito critico, vivere "mille vite" e confrontare esperienze di lettura sempre diverse anche sullo stesso libro. Il percorso, ha spiegato, parte "dalla pancia", fin dai primi anni, e coinvolge tutta la famiglia: spesso si dice che i ragazzi non leggono, ma bisognerebbe guardare quanti adulti leggono. La lettura è un processo in divenire che va accompagnato anche quando il bambino diventa lettore autonomo: "come lettori siamo tutti in crescita", e adulti e giovani possono confrontarsi su un piano paritario, senza che i ragazzi si sentano costretti a pensarla come vogliono gli adulti. Da qui la struttura del progetto: prima una parte dedicata ai grandi che devono guidare, poi una in cui ragazze e ragazzi rivendicano la propria voce e il proprio spirito critico. Tutta la formazione per adulti sarà disponibile in rete sui canali social della Zattera di Carta, così che gli eventi online siano fruibili da tutti.
Le voci del Comune di Bari
Nel corso della trasmissione sono state mandate in onda due interviste raccolte a margine della presentazione del progetto a Bari. L'assessore alla Conoscenza ha sottolineato il valore educativo della lettura come strumento di contrasto agli effetti dei social sui più giovani; l'assessora alle Culture, Paola Romano, ha ricordato l'investimento della città sulla lettura fin dalla prima infanzia, anche con il percorso avviato negli asili nido insieme a Maria Angela Lacalamita.
Un anno di semi, e una rete che può allargarsi
"Un anno è poco, ma è sufficiente per porre dei semi", ha detto Lacalamita: l'educazione alla lettura ha bisogno di tempo, di cura e di una comunità educante, e i risultati si vedono spesso dopo molti anni. Sulla possibilità di estendere la rete, ha raccontato di aver pensato a Locorotondo, Cisternino e Alberobello: "è peccato lasciare solo per noi" tanto entusiasmo. Manzari ha ricordato che, proprio per permettere la partecipazione anche fuori regione, molte attività saranno online: la speranza è allargare la rete il più possibile. Il progetto si concluderà a ottobre 2027 con un evento finale insieme all'attrice Alessia Canducci.
Il video integrale è visibile sul canale YouTube di TRM h24; lo trovi anche nella sezione "Parlano di noi".