Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate – 4 novembre 2026

04/11/2026 di Redazione

Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate – 4 novembre 2026

Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate – 4 novembre 2026

Anche quest’anno la Banda Musicale “Città di Martina Franca” ha preso parte alla cerimonia del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, organizzata dall’Amministrazione Comunale insieme al 16° Stormo “Protezione delle Forze” dell’Aeronautica Militare. La data ricorda l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, firmato il 3 novembre 1918, con cui si concluse la Prima Guerra Mondiale per l’Italia.

Il corteo è partito dal Palazzo Ducale e ha raggiunto il Monumento ai Caduti, dove la cerimonia si è aperta, subito all’arrivo, con l’alzabandiera e l’Inno Nazionale, seguiti dal saluto militare al Tenente Colonnello Francesco Colucci, che rappresentava il 16° Stormo in sostituzione del Comandante, il Colonnello Mario Cito: proprio oggi, a Firenze, il Presidente della Repubblica ha conferito la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia alla Bandiera di Guerra del 16° Stormo. Dopo un momento di preghiera per i caduti, i dispersi e le loro famiglie, hanno preso la parola il Sindaco Gianfranco Palmisano, che ha parlato di tutte le guerre e dei loro caduti e ha sottolineato il ricordo dei quattro militari italiani morti pochi giorni fa in Bosnia-Erzegovina, nell’incidente dell’elicottero della missione europea EUFOR Althea del 29 ottobre: tra loro una giovane pugliese, la sergente della Croce Rossa Laura Procacci, di Andria, 24 anni, alla sua prima missione all’estero. È intervenuto poi il Tenente Colonnello Colucci, che ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un invito a «unire la memoria del passato alla speranza per il futuro della comunità», nel nome delle generazioni che si succedono. Dopo il congedo del Tenente Colonnello sono seguiti gli interventi di quattro studenti di quattro istituti martinesi, che hanno presentato pensieri, idee e ricerche sulla giornata.

Il corteo si è poi spostato al Monumento ai Caduti in Russia, in via Mercadante, davanti alla lapide dei caduti e dispersi martinesi in Russia, dove altri due ragazzi hanno letto e interpretato le ricerche su due soldati caduti in guerra.

La presenza dei giovani e della Banda cittadina

La Banda, diretta dal Maestro Caterina Santoro e coordinata dal Presidente Vito Manzari, ha accompagnato il corteo e i momenti della cerimonia. Alla cerimonia erano presenti le rappresentanze degli istituti scolastici martinesi e, tra i musicisti, c’erano anche diversi giovani studenti, che per l’occasione hanno ottenuto il permesso scolastico. Suonano accanto ai musicisti più esperti e imparano, con lo strumento musicale tra le mani, che cosa vuol dire ricordare insieme.

Le riflessioni dei ragazzi

Come nel 2025 (leggi l’articolo dello scorso anno), abbiamo chiesto ai giovani musicisti di raccontare con parole loro che cosa ha significato esserci.

Elena Anglani (1ª B Liceo Classico “Pepe-Calamo”, Ostuni): «Ci sono date che non devono essere dimenticate, perché racchiudono storie, sacrifici e gesti di dedizione che hanno segnato il nostro passato. Il 4 novembre è una di queste: una giornata in cui ricordiamo chi ha lottato per la libertà e l’unità dell’Italia e rendiamo omaggio alle Forze Armate per il loro impegno e il loro servizio al Paese. Questa giornata offre un’occasione di riflessione che spesso rischia di passare inosservata durante questo genere di celebrazioni. Quanti uomini e donne hanno perso la propria vita in nome della libertà? La libertà è un diritto di tutti, eppure ciò che molti soldati e soldatesse hanno affrontato per difenderla è stato fatto con rinunce e sofferenza. Non è giusto che qualcuno debba mettere a rischio la propria vita affinché altri possano vivere in pace. Nonostante il dolore di chi ha perso la vita, molti trascorrono questa giornata con totale indifferenza, magari senza neanche capire cosa significa sacrificarsi per qualcuno. In effetti non lo so nemmeno io: sono ancora una ragazza e probabilmente non potrò mai comprendere fino in fondo un dolore così grande. Ascoltare gli interventi altrui e partecipare a questa celebrazione, però, mi ha veramente fatto comprendere quante persone si siano sacrificate per permetterci di vivere nella realtà che conosciamo. Dare luce al futuro è un grande incarico e, per quanto il domani che ci attende sia incerto, vorrei che tragedie simili non si ripetessero mai più.

Ricordare, però, non significa solamente rendere omaggio a chi non c’è più in una giornata stabilita dal calendario. Significa portare con noi le loro storie, riconoscere il valore dei loro sacrifici e non dare mai per scontata la libertà di cui oggi possiamo godere. Perché dimenticare il passato significherebbe rendere vano il sacrificio di chi ha lottato affinché noi potessimo avere un futuro.»

Oronzo Cirasino (2ª B Agrario, I.T.E.T. “Pantanelli-Monnet”, Ostuni): «Il 4 novembre è stata una giornata speciale per me. Il momento più importante è stato proprio quello dedicato a loro: soldati che hanno perso la vita per difendere la patria. Quando abbiamo suonato il Silenzio tutti erano fermi, in piedi, in silenzio! In quei momenti ho capito perché ero lì: non stavamo solo suonando, ma stavamo ricordando chi non c’era più. Alla fine eravamo stanchi ma soprattutto felici. È stata una giornata che non dimenticherò, perché per la prima volta non solo mi sono sentito un musicista della banda, ma soprattutto mi sono sentito orgoglioso di aver onorato la memoria di chi ha combattuto cercando di regalarci un mondo di pace e migliore.»

Nicolas Manzari (1ª B Liceo Scientifico “Tito Livio”): «Secondo me questa giornata è molto importante per ricordare tutte quelle vittime che sono cadute in guerra, morte per la nostra Patria. Questo giorno è importante per non far morire il loro ricordo, il loro pensiero, la loro persona, anche senza sapere chi sono e come si chiamano: ci basta sapere che si sono sacrificate, che hanno avuto coraggio, che l’hanno fatto, anche contro la loro volontà, perché un eroe si ricorda per sempre, anche se per noi è nessuno.»

Francesco Sisto (3ª B scuola secondaria di primo grado, I.C. “Giovanni XXIII”): «Sono lieto di aver partecipato alla cerimonia del 4 novembre in onore dei caduti in guerra. Per l’Italia oggi è un giorno importante, sia per il completamento dell’unificazione italiana sia per ricordare i caduti della Prima Guerra Mondiale, dal 1914 al 1918. Questa cerimonia non è stata un momento di festa, ma un momento per ricordare tutti coloro che si sono sacrificati per la nostra patria.»

Marco Miola (1ª A Meccanica, I.I.S.S. “Majorana”) ha colto soprattutto le parole del Sindaco: il 4 novembre, ha riferito, «non è una semplice ricorrenza burocratica, ma il fulcro del nostro essere comunità democratica». Il Sindaco ha rivolto un ringraziamento alle Forze Armate di ieri e di oggi, unendo il ricordo dei circa 580 caduti martinesi (sono più o meno i nomi incisi sul monumento, tra Prima e Seconda guerra mondiale e le altre campagne) al dolore per i quattro militari morti in Bosnia.

Un grazie a chi c’era

Un ringraziamento all’Amministrazione Comunale e al 16° Stormo per l’invito, alle scuole che hanno accolto le richieste di giustificazione, alle famiglie e a tutti i musicisti che hanno scelto di esserci.

Foto: Vito Manzari

Pubblicato: 04/11/2026

Autore: Redazione